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I 10 (+1) errori più comuni in italiano

Pubblicato febbraio 6, 2017 da labiondaprof

Nelle tesi di laurea errori da terza elementare?

Ci credo.

Come credo che sia necessario ripartire dalla grammatica: dettati, riassunti, esercizi di comprensione del testo. A scuola si fanno ancora queste attività? Sì, ma evidentemente non abbastanza (e non apro nemmeno il triste discorso di che cosa si fa in molte, troppe, ore di lezione).

Stiamo sul pezzo: quali sono gli errori che io vedo più frequentemente negli scritti dei  miei studenti?

La top ten è questa:

  1. qual’è scritto con l’apostrofo
  2. scritto con l’accento
  3. apposto invece di a posto (tutto apposto, fratello!)
  4. gli ho detto invece di le ho detto/ho detto loro
  5. settimana prossima invece dell’espressione “La settimana prossima”
  6. non c’è la facciamo (invece di non ce la facciamo)
  7. si senza accento (mi ha detto si!)
  8. egli con l’accento (Manzoni e Napoleone si rotolano nelle rispettive tombe)
  9. non ai capito (hai)

Invece, per par condicio, molti miei colleghi, convinti di essere trendy, utilizzano “piuttosto che” nel modo sbagliato.

Invece di usarlo davanti a proposizioni avversative con il significato di “anziché”: Piuttosto che mangiare quel piatto, non mangio affatto!, lo utilizzano come se fosse una congiunzione disgiuntiva come oppure.

Possiamo andare al cinema, piuttosto che a teatro, piuttosto che in un locale…

vedi la Treccani in proposito: qui

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Insegnante o Madonna del latte?

Pubblicato settembre 16, 2012 da labiondaprof

 

Il Corriere ne parla così:

http://27esimaora.corriere.it/articolo/allatta-la-figlia-in-classeed-e-subito-scandalo/#comments_list

Il blog Vivalamamma:

http://vivalamamma.tgcom24.it/wpmu/2012/09/una-professoressa-allatta-in-aula-studenti-universitari-sotto-shock/

Io posso dire, da mamma, che allattare è un gesto naturale, bello e giusto. In privato preferibilmente; in pubblico, con discrezione e magari appartandosi. L’ostentazione non mi piace, è un gesto intimo e privato, e non per il seno scoperto, ma per il legame mamma-figlio che non va messo in piazza. Come non mi piacciono le effusioni eccessive tra innamorati: lo ritengo esibizionismo.

Da insegnante posso dire che quando si è in classe, l’attenzione va rivolta agli studenti. Non si mangia, non si beve, non si parla al telefono, non ci si pettina, non si fa nulla che non sia spiegare, interrogare, leggere, lavorare con gli studenti.

Un insegnante non può portare il figlio in classe! Come lavora se no? Io insegno in una scuola pubblica e  se interrompo la lezione per uscire dalla classe o per farmi i fatti miei infrango la legge: si chiama Interruzione di pubblico servizio e potrei essere denunciata. Se lavorassi in una scuola privata (e l’ho fatto…), avrei addosso tutti i genitori della classe, denuncia o meno.

Nel caso specifico, l’insegnante secondo me ha sbagliato per vari motivi:

  • Se la figlia era malata e non era stata accolta al nido per non contagiare gli altri bambini, perché portarla in classe a contagiare gli altri studenti? O a far peggiorare le sue condizioni?
  • Non poteva prendersi un giorno di permesso/ferie/malattia?
  • Se proprio non era possibile altra soluzione, la bimba sarebbe dovuta restare in un’aula vicina, sorvegliata da qualcuno. Nel caso piangesse, era la madre che si doveva allontanare momentaneamente dalla classe, chiedendo ai suoi studenti una pausa, e allattare la figlia in un ambiente più “privato”.

RIguardo alle mamme che su vari blog giudicano bellissimo, commovente, naturale e fantastico il gesto di questa insegnante, chiedo:

Se fosse successo nella classe di vostro figlio, cosa ne pensereste davvero?

Riterreste professionale il comportamento dell’insegnante?