I 10 (+1) errori più comuni in italiano

Pubblicato febbraio 6, 2017 da labiondaprof

Nelle tesi di laurea errori da terza elementare?

Ci credo.

Come credo che sia necessario ripartire dalla grammatica: dettati, riassunti, esercizi di comprensione del testo. A scuola si fanno ancora queste attività? Sì, ma evidentemente non abbastanza (e non apro nemmeno il triste discorso di che cosa si fa in molte, troppe, ore di lezione).

Stiamo sul pezzo: quali sono gli errori che io vedo più frequentemente negli scritti dei  miei studenti?

La top ten è questa:

  1. qual’è scritto con l’apostrofo
  2. scritto con l’accento
  3. apposto invece di a posto (tutto apposto, fratello!)
  4. gli ho detto invece di le ho detto/ho detto loro
  5. settimana prossima invece dell’espressione “La settimana prossima”
  6. non c’è la facciamo (invece di non ce la facciamo)
  7. si senza accento (mi ha detto si!)
  8. egli con l’accento (Manzoni e Napoleone si rotolano nelle rispettive tombe)
  9. non ai capito (hai)

Invece, per par condicio, molti miei colleghi, convinti di essere trendy, utilizzano “piuttosto che” nel modo sbagliato.

Invece di usarlo davanti a proposizioni avversative con il significato di “anziché”: Piuttosto che mangiare quel piatto, non mangio affatto!, lo utilizzano come se fosse una congiunzione disgiuntiva come oppure.

Possiamo andare al cinema, piuttosto che a teatro, piuttosto che in un locale…

vedi la Treccani in proposito: qui

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La regina delle nevi

Pubblicato febbraio 2, 2017 da labiondaprof

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Anche nel mese di febbraio presso il MIC – Museo Interattivo del Cinema continua il CINECLUB FAMILY, rassegna di film per tutta la famiglia programmati la domenica alle ore 15. Film per bambini e per i loro genitori.

Domenica 5 febbraio alle ore 15 La regina delle nevi, tratto dall’omonima fiaba di Hans Christian Andersen. Il film sarà proiettato in versione originale con sottotitoli.

Lo sapete, vero, che Frozen non è il primo, né l’unico film tratto dalla celeberrima fiaba?

Realizzato nel 1957 da Lev Atamanov, è molto più fedele alla trama originale di Andersen: racconta la magica amicizia fra due bambini, Gerda e Kai. Durante una tempesta di neve, Kai viene colpito da una scheggia di ghiaccio, che rende il suo cuore freddo e insensibile. Gerda supererà molti ostacoli per raggiungere il palazzo di ghiaccio della Regina: lì libererà il suo amico e potranno tornare a casa insieme.

 

 

Autunno in rosa: Missione a Manhattan

Pubblicato novembre 4, 2016 da labiondaprof

L’ultima uscita della collana A cuor leggero è un libro delizioso: Missione a Manhattan, di Chiara Santoianni.

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Si tratta del seguito di Cocktali di cuori. Ritroviamo la protagonista, Penelope Pinto,   ormai avviata alla serenità sentimentale e alla professione che desiderava: scrivere. Il suo primo romanzo infatti ha visto la luce ed ha avuto un certo successo.

L’amore con Robin procede a gonfie vele, ma è sul versante lavorativo che ci sono guai in vista: la sparizione di documenti importanti dal computer di Edy Thor mette a rischio la promozione di Penelope e il futuro della stessa casa editrice.Da Londra quindi l’azione si sposta negli Usa, a New York. Lì Penelope dovrà dar prova del suo spirito di iniziativa e della sua capacità di risolvere anche le situazioni più complicate, ovviamente a modo suo.

Ritroviamo, oltre alla protagonista, altri personaggi che comparivano in Cocktail di cuori: oltre a Robin, lo space-clearer innamorato, l’amica inglese Olivia, la sorella  Carmela, fidanzata da tempo immemorabile e ormai prossima alle nozze.

Lo stile di Chiara Santoianni è perfetto per un chick lit: scorrevole, accattivante, brioso. La trama scorre leggera e permette di seguire le peripezie della protagonista con interesse e un sorriso divertito.

Qui un estratto:

Robin era appena uscito per impacchettare la casa dei Wilkinson e stavo finendo di mettere a posto i resti della colazione − plum-cake al ribes rosso e lamponi con spremuta d’arancia − quando il mio cellulare suonò di nuovo. I miei contatti stavano diventando mattinieri.

Interruppi le note della suoneria di Torna a Surriento e risposi a mia sorella.

«È un po’ che non ti fai sentire» le dissi. «Tutto bene lì da voi?»

«Più che bene, Pené. Sto da Dio. Devo darti una bella notizia.»

«Hai finalmente trovato lavoro?» L’allergia di Carmela per qualsiasi attività che non si svolgesse tra le quattro mura domestiche era proverbiale, ma ancora ci speravo.

«Ma che lavoro e lavoro, ho detto “una bella notizia”! Mi sposo.»

«Hai lasciato Vincenzo? E chi è il fortunato?»

«Pené, ma che hai capito? Mi sposo con Vincenzo. Si è convinto.»

Restai senza parole. Il fidanzamento di mia sorella andava avanti da dieci anni con alti e bassi, ma con una costante: per quanto Carmela si sforzasse di dimostrarsi il prototipo della moglie ideale, sviluppando ogni virtù casalinga, dalla preparazione del soufflé al ricamo a tombolo, Vincenzo faceva orecchie da mercante. In famiglia, eravamo ormai rassegnati al fatto che Carmela sarebbe rimasta single. Anzi, come dicevano i miei, “zitella”. E invece ora si sarebbe sposata.

«Sono felicissima per te!» le dissi. «E come sei riuscita a operare il miracolo?»

«Non sono stata io. Il miracolo l’ha fatto nostro Signore. Certo, un piccolo aiuto gliel’ho dato, bucando il… Vabbé, Pené, hai capito. Insomma, siamo incinti! Tra sei mesi sarai zia. Ma non dirlo a papà, eh? Lui crede che io e Vincenzo non abbiamo mai…»

«Certo, certo!» mi affrettai a rispondere, ben conoscendo le idee poco moderne di nostro padre. «E quando sarebbe il matrimonio, verso Natale?»

«No, Penelope. Tra quindici giorni. Il 6 ottobre alle 11, nella cattedrale di Sorrento. E tu devi essere la mia testimone.»

Se, fino a poco prima, la partenza per New York mi era sembrata piuttosto azzardata, adesso, con il matrimonio di Carmela alle porte, si presentava decisamente come una follia. Eppure, ero ben decisa a portarla avanti. Salutai mia sorella, raccomandandole di riguardarsi e promettendole che sarei stata da lei al più presto, e iniziai a fare le valigie. Per gli Stati Uniti.

Altri estratti qui: https://www.goodreads.com/work/quotes/52819421-missione-a-manhattan

Estate in giallo4. La confraternita dei lettori: i racconti.

Pubblicato settembre 19, 2016 da labiondaprof

Una delle iniziative che più mi è piaciuta, come componente della Confraternita dei lettori, è stata la possibilità di scrivere un racconto ispirato al personaggio di Radeschi, ambientato nei luoghi di Milano che lo vedono protagonista nel libro La confraternita delle ossa.

I racconti sono pubblicati in questi giorni sul sito Milanonera: c’è anche il mio. Per quanto riguarda la scelta del luogo, avevo in mente due possibilità. La chiesa di San Bernardino alle ossa, e avrei scritto una storia oscura e “nera”, oppure il Vicolo dei Lavandai. Ho scelto questa ambientazione, perché avevo voglia di scrivere una storia più “rosa”, che contenesse quindi un crimine, ma anche una storia d’amore. Così, ho dato vita ad un personaggio femminile che mi è piaciuto molto: una ragazza bella e misteriosa, che racconta una storia dove amore, gelosia e delitto si intrecciano. E che, si intuisce, non è estranea al finale della storia…

Potete leggere il racconto qui: http://www.milanonera.com/racconti-della-confraternita-radeschi-8/

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Cinque buoni motivi per far leggere Harry Potter a scuola

Pubblicato settembre 13, 2016 da labiondaprof

Insegno da un numero sufficiente di anni per aver capito che stimolare alla lettura i miei alunni è cosa buona e giusta. Purtroppo non è altrettanto facile. I libri imposti? Giammai! Meglio i libri suggeriti, all’interno di una nutrita lista. La scheda di narrativa? Giammai! Piuttosto, ogni alunno presenta ai suoi compagni il libro che ha letto, poi loro gli pongono delle domande (dalla più classica ti è piaciuto? alla più romantica che personaggio del libro vorresti essere?)

Il fantasy piace sempre: dal Signore degli anelli a La storia infinita, all’italiana Licia Troisi con le sue storie del mondo emerso. Quello che però piace più di tutti gli altri è sempre lui, il maghetto: Harry Potter.

Il 23 settembre uscirà, per Salani, l’ottava avventura del personaggio della scrittrice J.K. Rowling. Il titolo è   Harry Potter e la maledizione dell’Erede

Ascoltando e osservando i miei alunni, ho capito che sono almeno 5 i motivi per cui la saga di Harry Potter piace così tanto, da anni.

  1. Il protagonista è un ragazzino, uno che all’inizio delle sue avventure ha all’incirca l’età dei miei alunni. Inoltre, deve affrontare un sacco di sfide: è orfano, scopre di essere un predestinato, frequenta una scuola di magia ed affronta dei nemici molto potenti. Spesso prova paura, ma la vince con il coraggio e la determinazione. (Da insegnante, direi che nelle sue avventure è presente in modo significativo la struttura della fiaba, e anche quella del romanzo di formazione)
  2. Le storie di Harry Potter sono piene di avventura, eventi inaspettati, colpi di scena e adrenalina
  3. La saga è ambientata nel mondo della scuola, con i suo personaggi e i suoi rituali: gli insegnanti simpatici, quelli severi, quelli autorevoli. Lo studio, le aule, gli esami. Hogwarts è una scuola di magia, ma pur sempre una scuola, simile a quella che i miei alunni frequentano ogni giorno
  4. Harry non è solo, ma ha degli amici sinceri. La lealtà del legame di amicizia tra Harry, Ron ed Hermione, che sopravvive alla diversità dei caratteri e agli anni, ha un forte ascendente in un’età nella quale gli amici e il gruppo diventano più importanti della famiglia
  5. Lo stile della scrittrice è semplice ma non banale, ricco di invenzioni linguistiche e di parole nuove: inarrivabile il vocabolo Babbano, per esempio, per indicare chi è estraneo al mondo della magia

 

Harry Potter e la maledizione dell'erede