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I 10 (+1) errori più comuni in italiano

Pubblicato febbraio 6, 2017 da labiondaprof

Nelle tesi di laurea errori da terza elementare?

Ci credo.

Come credo che sia necessario ripartire dalla grammatica: dettati, riassunti, esercizi di comprensione del testo. A scuola si fanno ancora queste attività? Sì, ma evidentemente non abbastanza (e non apro nemmeno il triste discorso di che cosa si fa in molte, troppe, ore di lezione).

Stiamo sul pezzo: quali sono gli errori che io vedo più frequentemente negli scritti dei  miei studenti?

La top ten è questa:

  1. qual’è scritto con l’apostrofo
  2. scritto con l’accento
  3. apposto invece di a posto (tutto apposto, fratello!)
  4. gli ho detto invece di le ho detto/ho detto loro
  5. settimana prossima invece dell’espressione “La settimana prossima”
  6. non c’è la facciamo (invece di non ce la facciamo)
  7. si senza accento (mi ha detto si!)
  8. egli con l’accento (Manzoni e Napoleone si rotolano nelle rispettive tombe)
  9. non ai capito (hai)

Invece, per par condicio, molti miei colleghi, convinti di essere trendy, utilizzano “piuttosto che” nel modo sbagliato.

Invece di usarlo davanti a proposizioni avversative con il significato di “anziché”: Piuttosto che mangiare quel piatto, non mangio affatto!, lo utilizzano come se fosse una congiunzione disgiuntiva come oppure.

Possiamo andare al cinema, piuttosto che a teatro, piuttosto che in un locale…

vedi la Treccani in proposito: qui

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#dante750: Il mio Dante

Pubblicato maggio 23, 2015 da labiondaprof

Dopo lungo silenzio, torno con due novità.

La prima: a giugno uscirà il mio nuovo libro. Un romanzo rosa, per la casa editrice Centoautori.

La seconda: da oggi inizio un nuovo  progetto, a cui ho molto pensato nei mesi scorsi. Il 2015 è il 750 anniversario della nascita di Dante Alighieri. Come studentessa, l’ho amato alla follia. Come docente di Lettere, lo studio, lo spiego, lo leggo e lo rileggo da molto tempo. Quindi, ecco il mio impegno per i prossimi mesi: ripercorrere la Divina Commedia a suon di tweet. Un tweet al giorno, un tweet per ogni canto dell’Inferno. E poi del Purgatorio. E poi del Paradiso.

Ho un nuovo twetter per l’occasione, con questa immagine nel profilo, una Beatrice bambina. Bea2.0

Bea2.0Buona lettura.

#Giornatamondialedellapoesia: caviardage e alunni

Pubblicato marzo 21, 2015 da labiondaprof

Oggi, 21 marzo, è la Giornata mondiale della Poesia.

La poesia, a scuola, è spesso vittima di un insegnamento caratterizzato da tecnicismo: conta le sillabe, e individua lo schema metrico, e sottolinea le figure retoriche, e fai la parafrasi, e trova le assonanze. E il tema, il messaggio, il significato. Il testo, il contesto e il paratesto.

Insomma, a volte bisogna risalire alle fonti: poesia come musica, ritmo, parola.

E allora, ecco la tecnica del caviardage. Ricetta:

-Si prende una poesia, magari attinente ad una tematica studiata (nel nostro caso, l’Amore). Anzi, tante poesie, così il lavoro è più vario: più testi poetici, di autore diversi, di diversi periodi e stili. Ma tutti sullo stesso argomento.

-Si stampano, su foglio bianco, con un carattere grande

-Si distribuiscono agli alunni, dotati di forbici, carta, colla e colori

-Si spiega la tecnica del caviardage

– Si lasciano liberi di sottolineare, colorare, annerire, pasticciare creativamente quella che è diventata ormai la loro nuova poesia

Ecco i risultati:

alessia

clara

elisa

francescoglorialavpreetmaneshnicolesimone

Tonino Guerra: mattoni e spot

Pubblicato marzo 21, 2012 da labiondaprof

Il poeta romagnolo Tonino Guerra è morto, all’età di 92 anni, compiuti pochissimi giorni fa.

Poeta, sceneggiatore, scrittore.

Alcuni dei film che più amo sono stati sceneggiati da lui, soprattutto Amarcord di Fellini.

Nel film c’è, adattata, una sua poesia, I mattoni. Nel film il muratore dice:

Mio nonno fava i matoni,

mio babbo fava i mattoni,

fazo i matoni ancha me,

ma la casa mia, dov’è?

La versione originale eccola qui:

I madéun

E’ mi nonn e féva i madéun

e’mi ba e féva i madéun

mè a faz i madéun: os-cia i madéun!

Méla, disméla, al muntagni ad madéun

e mè la chèsa gnént.

O fat la cisa nova de’Sufraz

o fat tòt quant al chèsi de’ pasègg,

o fat al tòri, i péunt e di térazz,

o fat la véla granda di padréun ch’la ciapa tòt e’soul,

e mè la chèsa gnént.

I mattoni

Mio nonno fabbricava mattoni/mio padre fabbricava mattoni/anch’io faccio mattoni, ostia i mattoni! E io la casa non ce l’ho.//Ho costruito la chiesa nuova del Suffragio/ le case nuove del centro/ le torri i ponti, i terrazzi/la grande villa del padrone che è tutta esposta al sole/ma io la casa non ce l’ho.

Poi, per vivere, si è adattato anche a fare degli spot famosissimi una decina di anni fa: L’ottimismo è il profumo della vita.

Che dire? Pecunia non olet.